La Storia

Fin da bambina, ho respirato l’ingegno e l’arte grazie a due figure che ho sempre ammirato profondamente: mio padre e mio nonno.

Mio padre, Daniele, nel suo tempo libero trasformava la casa in un laboratorio creativo. Con le sue mani e la sua fantasia, dava vita a oggetti unici e funzionali, arricchendo ogni progetto con un tocco di bellezza e originalità. Mio nonno Claudio, invece, era un artigiano stimato, conosciuto per la sua straordinaria abilità nel riportare in vita oggetti vintage. Era capace di ridare dignità e valore a pezzi dimenticati, trovati nei mercatini dell’usato, senza mai stravolgerne l’essenza. Il suo lavoro era meticoloso, pieno di dedizione e ricco di un’arte unica, capace di rendere ogni creazione speciale.

Questa eredità, tramandata con amore, ha acceso in me la passione per il design e l’artigianato. Fin da piccola, mi perdevo nella ricerca di oggetti nei mercatini, immaginando come trasformarli con le mie mani. Durante il lockdown, quei momenti di creatività in garage sono diventati un rituale di relax e connessione con me stessa. Con i miei tre chihuahua, che mia madre ha affettuosamente soprannominato “gli Schicchi”, al mio fianco, trasformavo ogni giornata in un’occasione per creare e sperimentare: quelle attività rappresentavano un filo invisibile che mi legava a mio padre e mio nonno, due menti che hanno sempre saputo ispirarmi con il loro ingegno creativo.

Il nome “Schicchi” è nato proprio da qui: dal desiderio di onorare la memoria di mio padre e di mio nonno, e al contempo celebrare quei momenti spensierati con i miei tre compagni pelosi. È un omaggio alla creatività che trasforma il quotidiano in qualcosa di unico, al piacere di reinventare e all’amore per le cose belle. “Schicchi” è un invito a riscoprire il valore nascosto negli oggetti, a dar loro nuova vita con un tocco personale, e a creare qualcosa di esclusivo che racconti una storia.